Trump presidente: brindano lobbies e Ku Klux Klan

Trump

Donald Trump è il 45esimo presidente degli Stati Uniti d’America.

Dopo aver vinto Florida, Ohio, North Carolina, Georgia e Wisconsin, Trump ha conquistato anche Alaska e Pennsylvania. Hillary Clinton l’ha chiamato concedendogli la vittoria.

Sarò il presidente di tutti“, ha detto nel suo primo discorso, dopo essersi congratulato con la sua avversaria. Trump ha chiesto all’America e agli americani di unirsi.

Il mondo finanziario e in particolare le Borse reagiscono però in modo turbolento e danno i primi segnali negativi, con l’oro invece che sale in picchiata. La Borsa di Milano è maglia nera in Europa nel giorno in cui i mercati del Vecchio Continente sono tutti in calo per effetto dell’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.

Poco prima della concessione della vittoria da parte di Hillary Clinton, il suo capo della campagna aveva lasciato preludere un esito diverso sostenendo: “Non è ancora finita“. Poi la chiamata dell’ex first lady, a cui è seguito il discorso del vice del tycoon Mike Pence e, quindi, quello del nuovo presidente.

Raddoppieremo la crescita dell’economia”. “Raddoppieremo la crescita degli Stati Uniti e saremo di nuovo l’economia più forte al mondo”. Così Donald Trump, nella ‘ball room’ dell’Hotel Hilton di New York, quartier generale dei repubblicani.

Sarò il presidente di tutti. Prometto che sarò il presidente di tutti gli americani” – ha aggiunto.

Ecco alcune reazioni dei leader mondiali.

Putin: “Abbiamo sentito le dichiarazioni elettorali dell’allora candidato alla Casa Bianca Donald Trump mirate a ripristinare i rapporti fra la Russia e gli Usa. Noi capiamo e ci rendiamo conto che sarà un percorso difficile dato il deterioramento in cui si trovano le nostre relazioni. La Russia è pronta a far la sua parte e desidera ricostruire i rapporti a pieno titolo con gli Usa”.

Hollande: “Questa elezione americana apre un periodo d’incertezza. Va affrontata con lucidità e chiarezza. Bisogna essere vigili e sinceri con il partner Usa”.

Iran: “Sebbene Iran e Stati Uniti non abbiano legami politici, gli Usa dovrebbero attuare ciò che hanno accettato secondo le regole internazionali con l’accordo sul nucleare”. L’ha detto il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif alla tv di Stato: “Noi non interferiamo negli affari interni di altri Paesi, è la scelta del popolo americano, ma chiunque sia il presidente degli Stati Uniti dovrebbe impegnarsi a conoscere le realtà del mondo, così come la nostra regione, e affrontare i problemi con realismo”.

A brindare alla vittoria di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America, oltre al premier russo Putin e tutta la Duma, anche le lobbies delle armi e le industrie belliche americane (per le note posizioni donaldiane sul diritto di ogni cittadino a difendersi con le armi) e il mai realmente debellato Ku Klux Klan (per le sue note posizioni razziste, più volte confermate durante la campagna elettorale).

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